Dal 15 al 19 luglio sono stata a Losone, in Svizzera, per la 23ª edizione di Voci Audaci, il Festival di Canto e Improvvisazione organizzato da Organico Scena Artistica (OSA).
Sono stata invitata da Oskar Boldre a condurre il mio workshop di Canto propriocettivo, in lingua inglese. Sono stati tre giorni belli e intensi, trascorsi con un fantastico gruppo, esplorando insieme il rapporto tra corpo e voce.
Giocare con la voce, scoprire nuove possibilità
Il Canto propriocettivo è un lavoro che amo molto, perché ci permette di entrare in contatto con la nostra voce attraverso le sensazioni corporee, la vibrazione e l’ascolto.
Durante il laboratorio abbiamo utilizzato il gioco per avvicinarci a temi sottili e profondi, sperimentando diversi modi di percepire la voce e lasciarla emergere con sempre maggiore libertà.
È stato emozionante vedere come, giorno dopo giorno, il gruppo prendesse confidenza con le proposte, trovando sempre più entusiasmo, coraggio e iniziativa. Attraverso gli esercizi, l’ascolto e la condivisione, il lavoro si è trasformato progressivamente in uno spazio di ricerca comune, in cui ciascuna poteva scoprire qualcosa di nuovo e portare il proprio contributo.
La voce che vibra nel corpo
Nell’ultima giornata ci siamo dedicate anche all’improvvisazione in cerchio, al massaggio sonoro e al canto come cura.
La voce è diventata un modo per incontrarsi, ascoltarsi e creare insieme, in un clima di gioia e fiducia. Adoro quando il lavoro sulla percezione e sulla vibrazione si apre a una dimensione collettiva, in cui ciò che ciascuna scopre nel proprio corpo può entrare in relazione con le altre e diventare musica condivisa.
Le parole delle partecipanti
Dopo il festival ho ricevuto alcuni graditi messaggi dalle partecipanti e vorrei condividerne alcuni passaggi, perché raccontano meglio di quanto potrei fare io che cosa può nascere da questo lavoro.
«Ho sentito la mia voce che vibrava nel corpo […] sei riuscita a far uscire la mia voce con potenza, cosa che non mi era ancora successa.»
«Ho trovato molto interessante l’approccio corpo/voce e rintracciato interessanti correlazioni con la pratica di Danzaterapia Clinica, con un focus mirato sulla propriocezione e la consapevolezza corporea.»
«Grazie per la tua meravigliosa presenza e pratica, per me è stato molto bello, educativo e stimolante.»
“Thank you so much for sharing your knowledge, for your being and love for your work. I enjoy your course very much and take a lot with me.”
«Porterò con me questo laboratorio come un prezioso dono.»
Leggere queste parole mi emoziona e mi ricorda quanto sia importante creare uno spazio in cui le persone possano sperimentare, imparare e scoprire nuove possibilità, ciascuna con i propri tempi e la propria sensibilità.
È bello sapere che qualcosa continua a risuonare anche dopo la fine del workshop: una sensazione, una nuova consapevolezza, il desiderio di esercitarsi ancora o semplicemente la voglia di incontrarsi di nuovo attraverso la Voce.
Incontri, scambi e nuove ispirazioni
Voci Audaci è stato anche un momento prezioso per incontrare colleghe e colleghi, assistere ai loro lavori, scambiare esperienze e lasciarmi ispirare da approcci differenti.
È stato un piacere condividere questi giorni con Anita Daulne, Francesco Rina, Maria Sgro e Mauro Faccioli, da cui ho imparato molto e con cui mi sono anche molto divertita 🙂
Questi incontri sono una parte importante del mio percorso: insegnare significa condividere ciò che si conosce, ma anche continuare a imparare, lasciarsi incuriosire e scoprire nuovi modi di guardare alla voce e alla musica.
Grazie, Voci Audaci!
Un grazie di cuore a Oskar Boldre per avermi invitata e a Organico Scena Artistica (OSA), a Costanza Sansoni, Andrea Valdinocci e a tutto il team per aver organizzato così splendidamente questi giorni dedicati alla Voce.
Grazie a tutte le partecipanti del mio workshop per la curiosità, la fiducia e la generosità con cui si sono messe in gioco.
Porto a casa la gioia di questi incontri, le voci che si sono intrecciate e la bellezza di aver condiviso un pezzetto di strada insieme.
E continuo con entusiasmo a esplorare le infinite possibilità della Voce, del Corpo e della Musica.
















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